Informazione di servizio

7 Agosto, 2008

Pietro si è fatto sentire ma con poca attenzione, perchè sta facendo la valigia per partire per le ferie.

Quindi…quindi niente. Io continuo a star all’aria aperta a respirare, che mi fa bene.

E lascerò questo spazio virtuale per un pò. Odio i silenzi, le cose non dette, la mancanza di spontaneità e quindi…Ciao!

Di passaggio

5 Agosto, 2008

Approfitto che Pietro non c’è, tanto quello non si vede mai in questi giorni. Passo di qui solo per prendermi le mie ciabattine rosa che ho dimenticato di portar via ieri nella mia fuga incazzata da questo blog silenzioso. Gli ho lasciato un post-it sulla porta del frigo, con le motivazioni della mia fuga: spero lo legga e capisca davvero. Sono incazzata perchè non sopporto di essere trascurata ma sono anche assolutamente affascinata dalla sua personalità.

Mica lo voglio sposare anche se anch’io cerco una persona che mi ami, e mi sopporti davvero.

Ma in questa fase della mia vita, la ricarica interiore, è assolutamente stato un colpo di fortuna incontrarlo. A lui penso come ad un eccitante cervello, un complice con cui organizzerei una azione da guerrilla garden oppure un viaggio in Oriente, alla ricerca dell’ignoto. Con lui si passa dal dibattito sull’ultimo fatto di attualità al canto di canzoni napoletane in mutande. Con lui è sempre così, si parte dal gioco e si finisce alla passione, quella fisica. E’ come bere un bicchiere d’acqua fresca quando si ha sete. Mi piace assolutamente giocare con lui, ne sento addirittura bisogno e l’iniziale timidezza ha lasciato il posto alla voglia di scoprirsi. Senza gioco non ci si scopre, non si sperimenta. Non si vive. 

Ed ora si naviga, a vista. L’importante è il viaggio, mica il porto di arrivo. Sono assolutamente felice di questo.

Ma non diteglielo , per favore. Che poi si monta la testa.

Ora me ne torno fuori di qui, zitta zitta. Senza lasciar tracce.

Elena

Post scriptum

4 Agosto, 2008

Per Pietro

Dai da mangiare a Belfagor, il cane,  e controlla il mio cactus Aureliano. Non vorrei soffrisse troppo in mia assenza. E parlagli ma non so se funzionerà, visto che ama la mia voce. Vedi di non berti tutto il mio rhum Legendario e di non organizzare festicciole sconce in mia assenza.

Perchè quando ci si diverte, vorrei esserci. Mi rifarò viva, quando mi passerà l’incazzatura o quando tu ti farai perdonare.

Elena inviperita

Chiuso

4 Agosto, 2008

Questo blog verrà aggiornato quando vorrà l’altro titolare di questo spazio.

La sottoscritta si è stufata del silenzio che si respira qui dentro. Di conseguenza sega le sbarre, non si chiede più niente. Chiude nel cassetto, quello sotto il cumulo di libri,  le emozioni verso una persona che stima tanto. Lascia le chiavi sotto il tappetino all’ingresso e se ne va a passeggiare, all’aria aperta. La aspettano gli amici che non hanno paura di lei.  

Buone vacanze a tutti

Elena

Riflessione

3 Agosto, 2008

Tu qui ci sei eccome, vivo e vegeto nel desiderio che esprimo in questa prigione virtuale.

Vivi non nel mio giudizio, ma nel mio desiderio di te. Ma posso dire lo stesso di me?

Vivo forse unicamente nel mio desiderio di esprimermi…

 

Elena

Emozionale

2 Agosto, 2008

Se mi sono risentita ed ho dovuto proclamare l’occupazione scioperante di quello che era il nostro territorio è stato per colpa di quella sensazione di esser esclusa dal partecipare alle tue emozioni.

Non sono capace di nasconderle, anzi ho bisogno di interpretarle, notarle, annusarle costantemente. 

Le emozioni sono tutto, sono vibrazione, passione, sono vita. 

 

So che sei pieno di cose da fare, ma ho voglia di parlar con te….

Elena

Zitta zitta, non mi irretisco, la pancia sorride.

E pure io sorrido felice.

In silenzio ti bacio.

Un bacio lungo, lento, ma estremamente convinto a non terminare in fretta.

Mi manchi.

Il cervello di Elena

Augurandoti

1 Agosto, 2008

Mi hai fatto sorridere , mi piace la presa di posizione, ti ho visto con gli occhi mentre scrivi impuntandoti come se fossimo tutti e due li uno di fronte all’altro.

Questo spazio lo rivendico, nei tempi e nei modi che la vita mi concede e che io mi strappo alla vita, in nessun modo permetterò l’usurpazione di quanto è stato pattuito, PACTA SERVANDA SUNT!

Quel giorno è stato tanto intenso quanto lo è oggi questo momento di riflessione, non ti permetto di sindacare su questo. La pancia si è caricata e bisogna che trovi il modo di uscire fuori pian pianino, nel frattempo ci accompagnamo in questo viaggio emotivo che non potrà  non essere fantastico.

Ora prenditi gli auguri e non irretirti!

Entro in sciopero

31 Luglio, 2008

Dopo aver riletto il dispaccio, dettato ieri sera dalla mia pancia, oggi il mio cervello non ha intenzione di sentirle le emozioni. Tutta sta situazione diventa pesante per la mia autostima.

E quindi, il cervello sciopera.

Non ho voglia di passare un giorno pesante come il mio compleanno a pensare perchè un uomo che stimo non vuole avere contatti con me. Le risposte che potrei darmi sono tutte negative.

E poi sono stufa di parlar da sola: quello lo fanno solo i matti o i fessi.

 

Il cervello di Elena

Il gioco comincia ad esser chiaro. Tu taci, cerchi di ascoltare la tua pancia e leggi.

Io che tacer non posso in ragione delle evoluzioni delle mie viscere, che ad ogni mossa sembrano un lanciar di rune per interpretar il mio destino, scrivo perchè sono fatta per  comunicare le mie emozioni.

Dato che non hai intenzione di spiegare il tuo silenzio, di farmi capire dove ho sbagliato, mi è venuta voglia, dopo una serata con cervelli notevoli ad alimentar lo spirito con cibi perfetti ed ottimo vino, di immaginarmi una punizione per te. Ma poi mi ritrovo anche a pensare di baciarti, toccarti, sfiorarti. Di sentire le tue mani che mi stringono con forza. Sentirti dentro di me.

Chissenefrega delle punizioni, ho voglia di te. Del tuo cervello, che mi stai negando. E forse proprio da questa negazione imposta, dopo un paio di giorni di incazzatura, cresce forte il desiderio. Desidero Pietro, ho voglia di parlare con Pietro, vorrei le mani di Pietro su di me.

Sei contento adesso? Non lo credo affatto. Presumo che il tuo distacco sia la conseguenza di una giornata, per me assolutamente piacevole, ma che per te non è stata altrettanto. 

Sono sempre stata onesta con te e anche dentro questa prigione virtuale in cui mi hai costretto non smetterò di parlarti delle mie emozioni, di quello che provo davvero. 

Ci sarà di certo un termine, non amo parlare da sola. Intanto questo spazio, grazie al tuo silenzio, ora è territorio mio. 

 

Elena